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481px Vasari Lorenzo 

 

 

RICORDI OF LORENZO THE MAGNIFICENT, 

SON OF PIERO DI COSIMO DE' MEDICI

 

 

 

 

 

NARRAZIONE breve del corso di mia vita e d'alcune altre cose d’importanza degne di memoria, per lume e informazione di chi succederà, massimamente de' figli nostri, cominciata questo dì 15 di marzo, 14721.

Trovo per libri di Piero nostro padre, ch’io nacqui a dì primo di gennaio 14482, ed ebbe detto nostro padre di Madonna Lucrezia di Francesco Tornabuoni nostra madre sette figliuoli, quattro masti, e tre femmine, de’ quali restiamo al presente quattro, dua masti e dua femmine, cioè Giuliano mio fratello d’età anni …3 ed io d’anni 24, e la Bianca donna di Guglielmo de’ Pazzi, e la Nannina donna di Bernardo Rucellai.

Giovanni d’Averardo, ovvero di Bicci de’ Medici, nostro bisavolo trovo morì a dì 20 di febbraio, 14284 a ore 4 di notte, senza voler fare testamento. Lasciò [26] il valsente di fiorini 178 mila 221 di sugello come appare per un ricordo di mano di Cosimo nostro avolo a un suo libro segreto di cuoio rosso a carte 7.  Visse detto Giovanni anni 68.

Rimase di lui dua figliuoli, cioè Cosimo nostro avolo, allora d' età d'anni 40, e Lorenzo suo fratello d'età d'anni 30.1

Di Lorenzo nacque Pier Francesco addì …  del 1430, che al presente vive.

Di Cosimo nacque Piero nostro padre addì … e Giovanni nostro zio addì …2

Addì … di settembre, … 1433 fu sostenuto in Palagio3 Cosimo nostro avolo con pericolo di pena e supplicio capitale.

E addì 9 di settembre confinato e relegato a Padova lui e Lorenzo suo fratello e addì 11 confermato per la Balìa del 1433.

E addì 16 di Dicembre, 1433 allargato4 di potere stare in tutte le terre de' Veneziani, non più presso a Firenze che fusse Padova.

E addì 29 di settembre 1434, per il Consiglio della Balìa fu revocato nella Patria con grandissimo contento di tutta la città, e quasi di tutta Italia, dove poi visse infino all'ultimo de' suoi giorni principale nel governo della nostra repubblica.

Lorenzo de' Medici, fratello di Cosimo nostro avolo, passò da questa vita addì 20 di setembre 1440, d' età [27] d’anni 46 in circa, a Careggi, a ore 4 di notte, senza voler fare testamento. Restò suo unico erede Pier Francesco suo figliuolo, e trovossi alla sua morte il valsente di fiorini 235 mila 137 di suggello, come appare a detto libro segreto di Cosimo a carte 13; del qual valsente Cosimo sopradetto tenne a utile a benefizio di detto Pier Francesco figliuolo di detto Lorenzo, come di Piero e Giovanni suoi figliuoli, insino che fu d’età conveniente, come appare tutto particolarmente per i libri di detto Cosimo, dove è tenuto particolarmente conto di tutto.

Addì … di dicembre 1451, sendo detto Pier Francesco in età, si divise da noi per lodo dato1 messer Marcello delli Strozzi e Alamanno Salviati, messer Carlo Marsuppini, Bernardo de’ Medici, Amerigo Cavalcanti, e Giovanni Serristori; per il qual lodo li fu consegnato la metà di tutti2 e nostri beni, grassamente dandoli il vantaggio, ed i migliori capi, e di tutto fu rogato ser Antonio Pugi notaio.

E nel medesimo tempo lo ritirò compagno per il terzo in tutti e nostri traffichi, dove ha avanzanto più di noi, per aver auto manco spesa.

Giovanno nostro zio sopradetto morì a dì primo di novembre 1463 nella nostra casa di Firenze senza fare testamento, perchè non aveva figliuoli ed era in potestà paterna; nondimeno fu messa ad essecuzione la sua ultima voluntà. Ebbe di madonna Ginevra degli Alessandri un figliuolo chiamato Cosimo, che morì di novembre 1461, d’età  d’anni 9 circa.

Cosimo nostro avolo uomo sapientissimo morì a [28] Careggi a dì primo di agosto 1464, d’età d’anni 76 in circa, molto lacerato dalla vecchiezza, e dalla gotta, con grandissimo dolore non solamente di noi, e di tutta la Città, ma generalmente di tutta Italia perchè fu uomo famosissimo ed ornato di molte singolari virtù. Morì in grandissimo stato quanto Cittadino Fiorentino di cui sia memoria; fu seppellito in San Lorenzo; non volle far testamento, nè volle pompa funebre, nondimeno tutti i signori d’Italia mandarono ad onorarlo e a condolersi della sua morte, e intra gli altri la Maestà del Re Luigi di Francia commise fusse onorato della sua bandiera, che per rispetto di quanto aveva ordinato, di non voler pompa, non volle Piero nostro padre che si facesse.

Per decreto pubblico fu intitolato Pater Patriæ, di che abbiamo in casa il privilegio e lettera patente.

Dopo la cui morte seguirno molte sedizioni nella città; spezialmente fu perseguito per invidia nostro padre e noi, non senza pericolo, e delli amici e dello stato e facultà nostre. Da che nacque il Parlamento1 e novità del 1466, che furno  relegati messer Agnolo Acciaiuoli, messer Dietisalvi e Niccolò Soderini con alcun altri, e riformossi lo Stato.

L’anno 1465, per la familiarità tenuta dal nostro avolo e nostro padre con la casa di Francia, la Maestà del Re Luigi insignì e ornò l’arme2 nostra di tre gigli d’oro nel campo azzuro, che portiamo al presente, [29] che fu approvato, e confermato in Palazzo per 8 fave1 de’ Priori.

L’anno 1467 di luglio ci venne il Duca Galeazzo di Milano ch’era in campo contro Bartolommeo da Bergamo2 in Romagna, che vessava lo Stato nostro, e alloggiò in casa nostra, che così volle, benchè per la Signoria gli fusse stato apparecchiato in Santa Maria Novella.

Il medesimo anno 1467 circa il febraio e marzo, si comprò Serezzana3 e Serezzanello e Castel Nuovo da messer Lodovico, e messer Tommasino da Campo Fregosi, per opera di Piero nostro padre, nonostante fussimo nella guerra folta, e fecesi il pagamento a Siena per Francesco Sassetti nostro ministro e compagno in quel tempo delli Uficiali del Monte.

Io Lorenzo tolsi donna4 Clarice figliuola del signore Jacopo Orsino, o vero mi fu data, di dicembre 1468 e feci le nozze in casa nostra a dì 4 di giugno 1469. Trovomi di lei insino a oggi dua figliuoli: una femina chiamata Lucrezia d’età d’anni … e un maschio chiamato Piero, di … mesi,5 e lei gravida. Iddio ce li presti lungamente, e guardila benignamente da [30] ogni pericolo. Sconciossi d’altri dua figliuoli masti,  di mesi cinque in circa, e vissero infino al battesimo.

Di luglio 1469 a richiesta dell’ illustrissimo duca Galeazzo di Milano andai a Milano e tennili a battesimo il suo primogenito, chiamato Giovanni Galeazzo, a nome di Piero nostro padre; dove fui molto onorato, e più ch’alcun altro che vi fusse per simil cosa, ben che ve ne fussi de’ più degni assai di me; e per fare il debito nostro donammo alla duchessa una collana d’oro con un grosso diamante, che costò circa ducati tre mila. Donde è seguito ch’il prefato signore ha voluto che battezi tutti gli altri sau figliuoli.

Per eseguire e fare come gli altri, giostrai in sulla piazza di Santa Croce1 con grande spesa, e grande sunto;2 nella quale trovo si spese circa fiorini 10 mila di sugello; e ben che d’armi e di colpi non fussi molto strenuo, mi fu giudicato il primo onore, cioè un elmetto fornito d’ariento, con un Marte per cimiero.

Piero nostro padre passò da questa vita alli 2 di dicembre 1469, d’età d‘anni ….,3 molto afflitto dalle gotte. Non volle fare testamento, ma fecesi l’inventario, e trovammoci allora el valsente di fiorini dugento trentasette mila novecento ottantanove,4 come appare a un libro verde grande di mia mano, in [31] carta di capretto, a carte 31. Fu sepellito in San Lorenzo, e del continuo1 si fa la sua sepultura, e di Giovanni suo fratello, più degna che sappiamo, per mettervi le ossa. Iddio abbia avuto misericordia delle anime. Fu molto pianto da tutta la città, perchè era uomo intero, e di perfettissima bontà; e dai signori d’Italia, massimamente i principali fummo per lettere e imbasciate condoglienze della morte,2 e così offerito lo Stato loro [per] la nostra difesa.

Il secondo dì dopo la sua morte, quantunque io Lorenzo fussi molto giovane, cioè d‘anni 21, vennero a noi a casa i principali della Città, e dello Stato, a dolersi del caso, e confortarmi che pigliassi la cura della Città e dello Stato, come avevano fatto l’avolo e il padre mio; le quali cose per essere contro alla mia età, di gran carico e pericolo, mal volentieri accettai e solo per conservazione delli amici e sustanze nostre, PERCHÈ A FIRENZE SI PUÒ MAL VIVERE RICCO SENZA LO STATO;3 delle quali infino a qui siamo riusciti con onore e grazia, reputando tutto, non da prudenza, ma per grazia di Dio, e per li buoni portamenti di mia passati.

Gran somma di danari trovo abbiamo spesi dall’anno 1434 in quà, come appare per un quadernuccio di quarto  foglio, da detto anno 1434 fino a tutto 1471 si vede somma incredibile, perchè ascende a fiorini 663755,4 tra muraglie, limosine e gravezze, senza [32]  l’altre spese; di che non voglio dolermi, perchè quantunque molti giudicassino [meglio]1 averne una parte in borsa, io giudico essere gran lume allo Stato nostro e pajommi ben collocati, e sonone molto bene contento.

Di settembre 1471, fui eletto imbasciatore a Roma per la incoronazione di papa Sisto IV, dove fui molto onorato, e di quindi portai le due teste di marmo antiche dell’ imagine d’Augusto, e Agrippa, le quali mi donò detto papa, e più portai la scodella nostra di calcidonio intagliato con molti altri cammei e medaglie, che si comperorno allora, fra l’altre il calcidonio.

 

NOTES

p.25

  1. 1472 - Anticamente, a Firenze, l’anno si faceva cominciare all’Anunciazione (25 Marzo); percìo questo 1472 corrisponde a un 1473, secondo il computo comune. (In former times, in Florence one counted the beginning of the year at the feast of Annunciation on 25 March; this is why 1472 corresponds to 1473, according to the standard numbering.)
  2. 1448 - 1449, secondo il computo comune. (1449, according to the standard numbering.)
  3. D’anni… - Giuliano era nato nel 1453, quindi aveva allora 20 anni. Fu ucciso in S. Maria del Fiore il 26 aprile 1478 (Congiura dei Pazzi). (Giuliano was born in 1453, therefore he was twenty. He was murdered in Santa Maria del Fiore on the 26 of April 1478 (The conspiracy of the Pazzi).)
  4. 1428 - 1429, secondo il computo comune. (1429, according to the standard numbering.)

p.26

  1. D’anni 30 - Cosimo era nato nel 1389 e Lorenzo nel 1394.Da quest’ultimo derivò il ramo collaterale della famiglia Medici, che nel secolo XVI ottenne poi la sovranità su Firenze e sulla Toscana. (Cosimo was born in 1389 and Lorenzo in 1394. From the latter issued the collateral branch of the Medici family, which in the 16th century took over the sovereignty over Florence and Tuscany.)
  2. Addì - Piero nacque nel 1418 e Giovanni qualche anno dopo. (Piero was born in 1418 and Giovanni a few years after [1421].)
  3. Palagio - Il palazzo della Signoria, nel quale Cosimo fu tenuto in istato d’arresto (sostenuto) da’ suoi avversari politici. (The Palazzo Vecchio in which Cosimo was held in a state of arrest by his political adversaries.)
  4. Allargato - Allargato: gli fu concessa facoltà. (Expanded: a condition was conceded to him.)

p.27

  1. per loro dato - Va sottinteso un “per” come si legge nel Valori, il quale poi stampa “Mannello” invece di “Marcello”. (A “per” is presupposed, as we read in Valori, who then printed “Manello” instead of “Marcello.”)
  2. La metta di tutti e - e: i. E così poco più sotto. (it is thus a bit more below.)

p.28

  1. Parlamento- Il 2 settembre 1466 il popolo di Firenze, raccolto a Parlamento, deliberò di concedere alla Signoria e ad altri cittadini la balia di riformare lo Stato e punire i colpevoli. I maggiori tra questi fuggirono (fuorchè Luca Pitti che aveva già fatto atto di sottomissione a Piero), e vennero poi condannati all’esilio. (Parliament – On the 2nd of September 1466 the people of Florence gathered in parliament and decided to concede to the Signoria and to other citizens the absolute power to reform the state and punish the guilty. Most of them had fled, (apart from Luca Pitti who had already submitted to Piero) and were then condemned to exile.)
  2. Ornò l’arme - Arme : stemma. (coat of arms)

p.29

  1. Fave - Si soleva votare con fave; quindi fave vale “voti”. (They used to vote with beans, so that “beans” means “votes.”)
  2. Novella - Il condottiero Bartolomeo Colleoni, bergamasco, col consenso di Venezia che l’aveva al proprio soldo, prese il comando delle soldatesche raccolte dagli esuli per muover guerra a Firenze; mentre il duca di Milano, Galeazzo Sforza, comandava le soldatesche della lega che si opponeva alle loro mire. Nel 1464 vi furono appunto degli scontri in Romagna; e la guerra durò poi fino al 1468, concludendosi senza vantaggio alcuno per i fuorusciti. (The condottiere Bartolomeo Colleoni from Bergamo, with the accord of Venice, which hired him, took command of the troops gathered by the exiles to make war on Florence; whereas the Duke of Milan, Galeazzo Sforza, commanded the troops of the league opposing their aims. In 1464, we take note of clashes in Romagna; and the war took until the end of 1468 resulting in no advantage for the exiles.)
  3. Serezzana - Serezzana: Sarzana.
  4. Tolsi donna - Tolsi donna : presi per moglie. Accenna al fidanzamento. (Took for wife. Mention of engagement)
  5. Piero di … mesi - Piero era nato il 15 febbraio 1471. A questo punto il testo del Fabroni aggiunge: La femmina tenne a battesimo il re Ferdinando, a sua richiesta. (Piero was born on 15 February 1471. At this point Fabroni’s text adds: the woman was keen to have king Ferdinand at the baptism.)

p.30

  1. Santa Croce - Il 7 febbraio 1469. (on 7 February 1469).
  2. E grande sunto - Sunto: costo. (Cost)
  3. D’anni … - Aveva circa 51 anno. Secondo l’Ammirato morì il 3 dicembre. (He was approx. 51 years old. According to Ammirato he died on 3 December.)
  4. Ottantanove - A questa cifra, espressa in caratteri romani, segue nel manoscritto un segno non ben decifrabile, che probabilmente indica una frazione da aggiungere alla cifra precedente. Il Fabroni stampa: scudi 2379,88. (Eighty-nine. In the manuscript, after this number expressed in Roman characters, there follows a hardly decipherable sign, which probably indicates a fraction to add to the preceding number. Fabroni printed: 2379,88 florins.)

p.31

  1. Del continuo - Del continuo: al presente. (At present.)
  2. Della morte - Così il ms. Il Fabroni stampa: e imbasciate di condoglienza della dua morte consolati. (This is how it appears in manuscript. Fabroni printed: and embassies of condolences consoled of his death.)
  3. Lo Stato - Le parole da perchè fino a Stato sono nel manoscritto in carattere maiuscolo. (The words from “perché” to “Stato” are in caps.)
  4. 663755 - Anche qui, nel manoscritto, al numero espresso in cifre arabiche, segue un segno di frazione. Il Fabroni dà 663755 senz’altro. (Here too, in the manuscript, after the number expressed in Arabic numerals there follows a fraction sign. Fabroni gives just 663755.)

p.32.

  1. Giudicassimo - Si sottintenda un “meglio” o altra espressione simile. (It is presupposed a “better” or something similar.)

 

REFERENCE

Lorenzo de Medici. "Ricordi." In Scriti Scelti. Torino: U.T.E.T., 1922. 25-32.

 

 


 

Lorenzo de Medici ritratto Girolamo Machietti wiki

 

 

 

RICORDI  OF LORENZO THE MAGNIFICENT, 

SON OF PIERO DI COSIMO DE' MEDICI

  

 

 

 

 

A brief narrative of the course of my life and of some other important things worthy of remembrance for the guidance and information [151] of those who will succeed me, and especially for my sons. Begun this day, the 15th March 1472.

I find from the books of Piero our father that I was born on January 1, 1449 [1450]. By our mother Maria Lucrezia di Francesco Tornabuoni our father had seven children, four male and three female, of whom four are still alive. They are Giuliano my brother, aged . . . and myself, aged twenty-four, Bianca, wife of Gugliemo de’ Pazzi, and Nannina, wife of Bernardo Rucellai.

Giovanni d’ Averardo, surnamed Bicci, de’ Medici, our great-grandfather, died on the 20th February 1428, at the fourth hour of the night. He would not make a will, and left property to the amount of 179,221 scudi di suggello, as appears in a record in the handwriting of Cosimo our grandfather in his red leather book on page 7. The said Giovanni lived sixty-eight years, and left two sons, Cosimo our grandfather, then about forty, and Lorenzo, aged thirty.

Lorenzo had one son, Pier Francesco, born on ... 1430, who is still alive.

Cosimo had two sons, our father Piero, born . . . and our uncle Giovanni, born . . . On September . . . 1433 our grandfather Cosimo was imprisoned in the Palace, and in danger of losing his head. On September 9th he was banished to Padua, together with his brother Lorenzo, a sentence confirmed by the Balia of 1433 on the 11th, and on the 16th December he was permitted to reside anywhere in the Venetian territory, but not nearer to Florence than Padua.

On September 29, 1434, the Council of the Balia revoked the sentence of exile, to the great joy of the whole city and of almost all Italy, and here [in Florence] he lived until his last day as head of the government of our Republic.

Lorenzo de’ Medici, brother of Cosimo our grandfather, quitted this life at Careggi on September 20, 1440, aged about forty-six, at the fourth hour of the night, and would not make a will; Pier Francesco, his son, was his sole heir. The [152] property amounted to 235,137 scudi di suggello, as appears in the said book kept by Cosimo on page 13, which amount Cosimo kept for the use and benefit of the said Pier Francesco, and for Piero and Giovanni, his own sons, until they were of proper age, as appears in the books of the said Cosimo, wherein is a detailed account of all.

On December . . . 1451 the said Pier Francesco being of age, we divided the property according to the arbitration of Messer Mannello degl’ Strozzi, Bernardo de’ Medici, Alamanno Salviati, Messer Carlo Marsuppino, Amerigo Cavalcanti, and Giovanni Serristori, by whom a liberal half of our possessions was assigned to him, giving him the advantage over us and the best things. The deed was drawn up by Ser Antonio Pugi, notary, and at the same time we gave him an interest of one- third in our business, whereby he gained much more than we did as he had no expenses.

Giovanni, our uncle (et hujus quidem ingenio et virtute, plurimum confidebat Cosmus, qua propter ejus interitu maxime doluit), died on November 1, 1463, in our house in Florence, without making a will, because he had no children and was under parental tutelage. But all his last wishes were faithfully carried out. By Maria Ginevra degl’ Alessandri he had a son named Cosimo, who died in November 1461, at about the age of nine.

Cosimo our grandfather, a man of exceeding wisdom, died at Careggi on August 1, 1464, being much debilitated by old age and by gout, to the great grief not only of ourselves and of the whole city but of all Italy, because he was most famous - and adorned with many singular virtues. He died in the highest position any Florentine citizen ever attained at any period, and was buried in S. Lorenzo. He refused to make a will and forbade all pomp at his funeral. Nevertheless all the Italian princes sent to do him honour and to condole with us on his death ; among others H.M. the King of France commanded that he should be honoured with his banner, [153] but out of respect for his wishes our father would not allow it. By public decree he was named PATER PATRIAE, and the decree and the letters patent are in our house. After his death much sedition arose in the city, especially was our father persecuted out of envy. From this sprang the parliament and the change of government in 1466, when Messer Agnolo Acciaiuoli, Messer Diotisalvi, Niccolo Soderini, and others were exiled, and the State was reformed.

In the year 1465 H.M. King Louis of France, out of regard for the friendship between our grandfather, our father, and the House of France, decorated our escutcheon with three Lilies d'or on a field azure, which we carry at present. We have the patents with the royal seal attached, which was approved and confirmed in the Palace with nine beans [votes].

In July 1467 came the Duke Galeazzo of Milan. He was fighting against Bartolomeo of Bergamo in the Romagna, who was vexing our State. By his own wish he lodged in our house, although the Signory had prepared everything for him in S. Maria Novella.

In February or in March of the same year Sarzana, Sarzanelle, and Castelnuovo were bought by the aid of our father Piero from M. Lorenzo and M. Tommasino da Campo Fregoso; notwithstanding that we were engaged in hot war the payment was made by Francesco Sassetti, our confidential agent, at that time one of the managers of the Monte.

I, Lorenzo, took to wife Clarice, daughter of the Lord Jacopo Orsini, or rather she was given (i.e. betrothed) to me in December 1468, and the marriage was celebrated in our house on June 4, 1469. Till now I have by her two children, a girl called Lucrezia, of ... years, and a boy named Piero, of ... months. Clarice is again with child. God preserve her to us for many years and guard us from all evil. Twin boys were born prematurely at about five or six months old, they lived long enough to be baptized.

In July 1469 I went to Milan at the request of the [154] Illustrious Duke Galeazzo to stand godfather as proxy for Piero our father to his firstborn child. I was received with much honour, more so than the others who came for the same purpose, although they were persons more worthy than I. We paid our duty to the Duchess by presenting her with a necklace of gold with a large diamond, which cost near 2000 ducats. The consequence was that the said Lord desired that I should stand godfather to all his children.

To do as others had done I held a joust in the Piazza S. Croce at great expense and with great pomp. I find we spent about 10,000 ducats di suggello, and although I was not highly versed in the use of weapons and the delivery of blows, the first prize was given to me; a helmet fashioned of silver, with Mars as the crest.

Piero, our father, departed this life on July 2nd, aged . . . having been much tormented with gout. He would not make a will, but we drew up an inventory and found we possessed 237,988 scudi, as is recorded by me in a large green book bound in kid. He was buried in S. Lorenzo, and we are still at work to make his and his brother Giovanni's tomb as worthy to receive his bones as we can. God have mercy on their souls. He was much mourned by the whole city, being an upright man and exceedingly kindly. The princes of Italy, especially the principal ones, sent letters and envoys to condole with us and offer us their help for our defence.

The second day after his death, although I, Lorenzo, was very young, being twenty years of age, the principal men of the city and of the State came to us in our house to condole with us on our loss and to encourage me to take charge of the city and of the State, as my grandfather and my father had done. This I did, though on account of my youth and the great responsibility and perils arising therefrom, with great reluctance, solely for the safety of our friends and of our possessions. FOR IT IS ILL LIVING IN FLORENCE FOR THE RICH UNLESS THEY RULE THE STATE. Till now we have succeeded with [155] honour and renown, which I attribute not to prudence but to the grace of God and the good conduct of my predecessors.

I find that from 1434 till now we have spent large sums of money, as appear in a small quarto note-book of the said year to the end of 1471. Incredible are the sums written down. They amount to 663,755 florins for alms, buildings, and taxes, let alone other expenses. But I do not regret this, for though many would consider it better to have a part of that sum in their purse, I consider that it gave great honour to our State, and I think the money was well expended, and am well pleased.

In the month of September 1471 I was elected to go as ambassador for the coronation of Pope Sixtus, and was treated with great honour. I brought back the two antique marble heads, portraits of Augustus and Agrippa, given to me by the said Pope Sixtus, and also our cup of chalcedony incised, and many other cameos which I then bought.

 

[The following adjunct is written on the fly-leaf of a small codex in the archive in Florence without any date, but probably in 1483-5, containing a list of letters written by Lorenzo to various people, and above is written Ricordi di Lorenzo de’ Medici. All the first part is in a codex in the Nazionale Library, a copy of Lorenzo's Ricordi, the original of which seems no longer to exist. It differs somewhat from the version given by Roscoe, which he says was in Lorenzo's own handwriting.]

On the 19th day of September [1483] came the news that the King of France by his own free will had given to our Giovanni the Abbey of Fonte Dolce. On the 31st we heard from Rome that the Pope had ratified this and declared him capable of holding benefices, being seven years of age, and had created him a Protonotary. On the 1st June our Giovanni came from Poggio [a Caiano] and I with him. On his arrival he was confirmed by our Monsignore of Arezzo [Gentile Becchi] who gave him the tonsure, and thereafter he was called Messer Giovanni. These ceremonies took place in our own chapel, and in the evening we returned to Poggio. On the 8th June [156] Jacopino, the courier from France, arrived about twelve of the clock with letters from the king, who has bestowed on our Messer Giovanni the Archbishopric of Aix en Provence, and after vespers the man was despatched to Rome about this business, with letters from the King of France to the Pope and the Cardinal of Macon, and to Count Girolamo, to whom we sent at the same hour letters by the courier Zenino to Forli. God grant that all will be well.

 On the 11th Zenino returned from the Count with letters for the Pope and the Cardinal of S. Giorgio, and we forwarded them to Rome by the Milan post. God grant that all will be well. On the same day after Mass in the chapel the daughters and sons of the house were confirmed, with the exception of Messer Giovanni.

On the 15th, at six in the evening, came letters from Rome saying that the Pope raised difficulties about giving the arch-bishopric to Messer Giovanni on account of his youth, and the courier was at once sent on to the King of France.

On the 20th came news from Lionetto that the Archbishop was not dead.

On March 1, 1484 (1485), the Abbot of Pasignano died and we at once sent off an express messenger to Messer Giovanni d'Antonio Vespucci, our ambassador at Rome, to do all he could to obtain this abbey for our Messer Giovanni. On the 2nd we took possession of the estate under the seal of the Signoria, by reason of the reservation made by Pope Sixtus to our Messer Giovanni, confirmed by Innocent during the visit of our Piero to Rome to do obeisance. 

 

REFERENCE

Lorenzo de Medici. "Ricordi." Lives of the Early Medici as Told in Their Correspondence. Ed. and trans. Janet Ross. London: Chatto & Windus, 1910. 150-156.